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Gli Ospedali Veterinari Universitari a servizio degli animali non convenzionali

Accanto ai più tradizionali animali da compagnia quali il cane ed il gatto, che comunque rimangono i pazienti più numerosi di un ospedale veterinario universitario (OVUD), abbiamo spesso la richiesta di effettuare visite cardiologiche su animali cosiddetti “non convenzionali”

Tra questi i serpenti Boa detengono, in genere, il primato come numero di ingressi all’interno di un OVUD (fig.1). Occuparci di questi rettili consente agli studenti che frequentano l’Ospedale di acquisire confidenza e manualità con una specie animale così differente da un amico a quattro zampe. Il cuore del serpente, infatti, ha una frequenza cardiaca molto inferiore a quella del cane e del gatto (30-40 battiti al minuto) ed un’organizzazione anatomica delle camere cardiache e dei setti assolutamente peculiare; in questi animali lo sviluppo del cuore, durante la fase fetale, sembra essersi fermato ad uno stadio evolutivo primordiale, diversamente da quello che del cane e del gatto, molto simile a quello che si osserva nella specie umana.

L’esame ecocardiografico evidenzia infatti due ventricoli comunicanti tra loro, nei quali il sangue ossigenato e quello non ossigenato si mescolano.

Anche altre specie non convenzionali possono essere oggetto di attenzione, in quanto il clinico medico possiede tutte le competenze professionali per poter affrontare problematiche di diversa origine che necessitano spesso della collaborazione di altre figure professionali quali in chirurgo e/o l’ostetrico. Non è inusuale ricoverare animali selvatici che provengono da parchi naturali ubicati in diverse regioni del nostro Paese.

Gli studenti e le diverse unità operative dell’Ospedale  sono coinvolti nella gestione multidisciplinare dell’iter diagnostico e/o terapeutico in collaborazione con  Colleghi Veterinari liberi professionisti specializzati in specie non convenzionali o provenienti da centri CRAS distribuiti sul territorio. L’esame ecocardiografico, eseguito dopo opportuna sedazione, costituisce spesso uno strumentale indispensabile per poter definire una diagnosi ed istituire una opportuna terapia. Non ci sono molti dati relativi al cuore di una tigre quindi, l’escissione di una neoplasia interscapolare in uno di questi grandi felini, che richiede ovviamente un’anestesia generale, ci  consente di  eseguire un accurato esame ecocardiografico (Fig.n.2)  Interessante è stata anche l’indagine ecocardiografica che abbiamo effettuato   in un canguro rosso femmina sedata per procedere all’estrazione di numerosi denti coinvolti in un processo degenerativo della mandibola (fig. 3); ancora, in un panda rosso risultato positivo agli angiostrongili (parassiti) oppure in un lemure affetto una grave insufficienza respiratoria dovuta ad un versamento pleurico, drenato proprio con l’ausilio dell’ecografia (fig.4-5).

Gli ospedali Veterinari Universitari Didattici possono quindi essere considerati dei punti di riferimento anche per le specie non convenzionali che devono necessariamente costituire una parte integrante della formazione dei futuri medici veterinari, così da poter essere, successivamente, una possibile fonte di lavoro in strutture specializzate in Italia e all’estero.

 

A Cura di Paola G. Brambilla
Reparto di Medicina Generale e Specialistica
Unità Operativa di Cardiologia
Ospedale Veterinario Universitario
Università degli Studi di Milano
Via dell'Università, 6 - 26900 LODI